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IVA in Albania (2026): aliquota, soglia e come funziona

In Albania l’IVA si chiama TVSH: aliquota standard 20%, ridotta 6% per l’agriturismo, registrazione obbligatoria oltre i 10 milioni di lek di fatturato. Ecco le regole reali e, soprattutto, quando la vostra società deve applicarla ai clienti e quando no.

La risposta in breve

L’IVA albanese (TVSH) standard è il 20% (Legge n. 92/2014). La registrazione scatta oltre 10 milioni di lek di fatturato annuo (circa 98.000 €). Le dichiarazioni sono mensili e ogni fattura passa dal fiskalizimi. Il punto che conta per un’azienda italiana: sui servizi fatturati a clienti aziendali esteri, di regola, l’IVA albanese non si applica.

Aliquote: 20% standard, 6% agriturismo

L’aliquota IVA standard è il 20%, fissata dalla Legge n. 92/2014. È prevista un’aliquota ridotta del 6% per i servizi di alloggio agrituristico certificato. Alcune operazioni sono esenti — per esempio la vendita di edifici più vecchi di cinque anni, o la cessione di un’azienda in continuità (going concern). Chi svolge sia attività imponibili sia esenti detrae l’IVA sugli acquisti solo in proporzione (pro-rata).

Soglia di registrazione: 10 milioni di lek

La registrazione IVA è obbligatoria oltre i 10 milioni di lek di fatturato annuo (circa 98.000 €). Essere una SHPK — l’equivalente della S.r.l. — non cambia questa regola: non c’è alcuna registrazione IVA automatica alla costituzione, l’obbligo dipende dal fatturato come per qualsiasi attività. Sotto soglia si resta fuori dal regime: non si addebita l’IVA ai clienti, ma non si detrae nemmeno quella pagata sugli acquisti.

Come funziona: fatturazione elettronica e dichiarazioni

Ogni fattura passa dal fiskalizimi, il sistema di fatturazione elettronica in tempo reale introdotto dalla Legge n. 87/2019: la fattura è trasmessa e certificata al momento dell’emissione. La dichiarazione IVA è mensile e va presentata, con il relativo pagamento, entro il 14 del mese successivo. Non esiste una dichiarazione trimestrale.

IVA e clienti esteri: il punto chiave per chi fattura dall’Italia

Per un servizio B2B, il luogo di imposizione dell’IVA è il paese dove è stabilito il cliente. Quindi una società albanese che fattura servizi a un’azienda italiana o estera di norma non aggiunge l’IVA albanese: l’operazione è fuori campo in Albania ed è il cliente, in Italia, a gestirla con il reverse charge. È uno dei motivi per cui una struttura albanese ben impostata resta semplice sul lato IVA per chi lavora con clienti esteri. Attenzione: per i clienti privati (B2C) le regole sul luogo della prestazione cambiano a seconda del tipo di servizio.

Acquisti di servizi dall’estero: autofattura e reverse charge

Quando è la vostra società albanese ad acquistare un servizio da un fornitore estero, deve emettere e fiscalizzare un’autofattura (autofaturë) applicando il reverse charge sull’IVA albanese. Se l’attività è pienamente soggetta a IVA, l’effetto è neutro (IVA a debito e a credito si compensano). Un’avvertenza spesso ignorata: anche un’attività sotto la soglia dei 10 milioni, che di norma è fuori dall’IVA, fa scattare un obbligo IVA nel momento in cui compra un servizio dall’estero.

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